Psicologa-Psicoterapeuta. Iscrizione Ordine degli Psicologi della Toscana n° 5755

Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle “false vittime”, ossia coloro che a seguito di disturbi di tipo delirante, raccontano di aver subito atti persecutori mai perpetrati nei loro confronti.

I soggetti, nella maggioranza dei casi sono femmine e non sono consapevoli della loro patologia. Vengono così individuati:

  1. inversioni di ruolo: sono molestatori che accusano di molestie la loro vittima e che cercano di utilizzare il sistema giudiziario per poter mantenere contatti con lei al fine di controllarla;
  2. soggetti con deliri di persecuzione: spesso soffrono di un disturbo paranoideo che si manifesta in convinzioni irreali di essere perseguitati, inseguiti e sorvegliati;
  3. chi ha subito in passato casi di stalking: tendono a causa della paura innescata dalle molestie precedenti ad interpretare ogni tentativo di approccio, seppur neutro, come un tentativo di aggressione; mantengono pertanto un costante stato di ipervigilanza, ansia e sfiducia nei confronti di qualsiasi persona che cerca di entrare in relazione con loro, mettendosi spesso in uno stato di isolamento sociale;
  4. soggetti con disturbi fittizi: mettono consapevolmente in scena il ruolo di vittima, quindi i loro comportamenti sono deliberati e diretti ad uno scopo, come ad esempio soddisfare i propri bisogni psicologici di dipendenza che in questo modo verrebbero appagati;

simulatori: sono un gruppo poco cospicuo di soggetti che simulano di aver ricevuto molestie allo scopo di ottenere benefici, quali solitamente, risarcimenti economic

Nel 1948 Von Hentig, criminologo tedesco, pubblicò l’opera “The Criminal and His Victims”, dando ufficialmente inizio allo studio della vittimologia, ossia quella disciplina che si occupa di analizzare i profili delle vittime di reati e la relazione che esse instaurano con il reo. L’uso del termine “vittima” in casi di stalking è controverso, molti autori preferiscono il termine “sopravvissuto” o “target” (Rosenfeld, 2004).

 

Classificazione delle vittime di stalking:

Nell’ambito dello studio dello stalking, sono state individuate le seguenti tipologie di stalk victims (Harmon, Rosner & Owens, 1995):

  1. la“vittima personale (the personal)”: ha avuto un precedente rapporto d’amore o di amicizia con lo stalker;
  2. la “vittima per professione (the professional)”: appartiene alle cosiddette “professioni d’aiuto (helper)”, ovvero medici, psicologi, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali, insegnanti, avvocati, verso cui vengono attuati comportamenti molesti per ricercare attenzione o per vendetta per l’attribuzione di responsabilità sulla salute o sulla vita propria o dei propri cari;
  3. la “vittima per lavoro (the employment)”: si tratta di un lavoratore che subisce comportamenti di mobbing verticale, cioè perpetrati da un superiore o di mobbing orizzontale, perpetrati da colleghi; le molestie iniziano nell’ambito lavorativo fino ad invadere la sfera privata;
  4. la “vittima mediatica (the media)”: è un personaggio famoso o di pubblico interesse (ad esempio un politico) di cui lo stalker è fan;
  5. la “conoscente (the acquaintance)”: è una persona incontrata accidentalmente e con cui il persecutore non ha un legame reale ma pensa di avere un rapporto ideale.

 

Pathè, Mullen e Purcell nel 2000 analizzarono le classi possibili vittime basandosi sia sulla relazione che queste instaurano con il molestatore sia il contesto in cui i comportamenti molesti vengono attuati. Distinsero così tra:

  1. Vittime primarie o dirette:
  • ex intimi: rappresentano il numero più cospicuo di vittime; in precedenza hanno intrattenuto rapporti con lo stalker di tipo principalmente affettivo (soprattutto ex partner). Talvolta riportano casi di violenza subiti anche durante il rapporto ma più frequentemente lo stalking vero e proprio si verifica a partire dalla conclusione del legame, ovvero dal momento in cui le vittime hanno espresso chiaramente la propria volontà di interrompere la loro unione;
  • amici e conoscenze occasionali: le molestie si innescano solitamente dopo un incontro casuale, o dopo un rapporto di amicizia o dopo una lite tra vicini di casa. Le vittime in questo caso sono prevalentemente uomini;
  • contatti professionali: appartengono alle cosiddette categorie di aiuto, gli helper che, secondo le statistiche, sono maggiormente a rischio di stalking, a causa dell’errata interpretazione da parte del molestatore del sostegno a loro fornito come segno di interesse personale/sentimentale;
  • sconosciuti: possono essere indistintamente uomini, donne o bambini; lo stalker viene attratto da alcune caratteristiche della vittima che possono essere le più varie tant’è che quest’ultima spesso non è in grado di comprendere quali aspetti di sé possano aver “attirato” l’attenzione del molestatore;
  1. Vittime secondarie o indirette: sono coloro che avendo un rapporto di conoscenza con la vittima diretta si trovano a subire atti di violenza allo scopo di colpire psicologicamente la vittima che vive una duplice situazione di sofferenza e paura.
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